Itinerario Medio Campidano Sardegna
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LA PROVINCIA DEL MEDIO CAMPIDANO Sanluri - Villamar - Barumini - Tuili - Sardara Durata: mezza giornata - Percorso: circa 40 km  Castello di Marmilla, Las Plassas
La prima tappa prevede una visita nel centro urbano di Sanluri dove, in piazza Castello, si ergono il Castello e il Museo Risorgimentale. Il Castello, detto di Eleonora d’Arborea, sotto l’influenza Di proprietà della famiglia Villasanta, ospita il Museo Risorgimentale Duca d’Aosta. quelle coloniali e della seconda guerra mondiale, spade e arredi della famiglia Bonaparte, l’epistolario collezione di ceroplastiche dei secoli XVI-XX, riproducenti monumenti, personaggi storici e scene religiose. Percorrendo la via Carlo Felice si raggiunge la piazza dove si erge la parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie, ricostruita nelle attuali forme del barocchetto piemontese tra il 1781-86 su progetto di Carlo Maino e Antonio Ignazio Carta. Dalla periferia est di Sanluri si percorre per pochi chilometri la strada che porta al bivio per Villamar. Svoltando a sinistra, dopo circa 8 Km, si raggiunge il centro abitato di Villamar, antico capoluogo della curatoria della Marmilla che si caratterizza per il suo centro storico con le architetture in ladiri (mattoni di fango crudo). Percorrendo la via Vittorio Emanuele III, si giunge alla chiesa romanica di San Pietro e da questa alla parrocchiale di San Giovanni Battista, che conserva il Retablo di Villamar dipinto da Piero Cavaro nel 1518. Al centro della Vergine con Bambino, sormontata dalla scena della Crocifissione. Negli scomparti laterali campeggiano San Francesco (che riceve le stimmate), l’Arcangelo Cristo. Nella predella sono invece raffigurati episodi della vita di Maria. Dalla periferia settentrionale di Villamar si imbocca la SP 197. Superati Villanovafranca e Las Plassas, dopo circa 10 Km si giunge al centro urbano di Barumini, dove si segnalano il complesso monumentale ex-cappuccino di San Francesco, risalente al 1609, oggi sede di un attivo Centro Culturale; il Palazzo dei marchesi Zapata, risalente al primo quarto del Seicento e caratterizzato da finestre classiciste con decori tardogotici; la parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Immacolata, eretta nella prima metà del Cinquecento in forme tardogotiche. Lasciando Barumini in direzione est si attraversano le pendici della giara di Gesturi e si giunge a Orroli, nel cui territorio si trova il nuraghe Arrubiu, uno dei più vasti della Sardegna. La sua torre centrale, circondata da bastioni, si conserva per oltre 16 metri di altezza. Gli scavi sono ancora in corso. Uscendo dall’estremità ovest dell’abitato di Barumini, si arriva invece al nuraghe Su Nuraxi, il più noto anche perché classificato dall’UNESCO tra i monumenti che costituiscono il patrimonio culturale dell’umanità. Fu edificato a partire dal 1600 a.C. e abitato almeno fino al 500 a.C.. Attorniata dal villaggio che comprende capanne abitative e ambienti per le riunioni collettive, l’imponente mole del mastio centrale a tre camere sovrapposte si erge sul complesso di torri che conferisce al nuraghe una forma polilobata. Particolarmente suggestiva la visita dell’interno, che si snoda fra percorsi all’aperto e altri all’interno di angusti corridoi praticati entro le possenti murature di blocchi basaltici. Proseguendo lungo la stessa strada si raggiunge il vicino centro di Tuili. Nella parte alta del paese si innalza la parrocchiale di San Pietro Apostolo, che conserva il bel Retablo di Tuili del Maestro di Castelsardo, unico datato di questo autore, collocabile tra il 1489 e il 1500. Al centro è dipinta la figura della Vergine in trono con bambino, sormontata dalla Crocifissione, mentre nei pannelli laterali campeggiano figure di santi. Dalla periferia sud del paese si imbocca la strada che conduce, oltrepassati i centri di Pauli Arbarei, Lunamatrona, Villanovaforru e Collinas, al centro urbano di Sardara che, oltre all’importante complesso termale, ospita nell’abitato alcune chiese interessanti: San Gregorio, con bella bifora gotica, e Santa Anastasia, che sorge su un pozzo sacro di epoca nuragica. Fuori dall’abitato, presso le antiche terme romane, la chiesa di Santa Maria is Aquas, e, isolati su un colle lungo la strada che porta a San Gavino Monreale, i ruderi dell’antico castello giudicale di Monreale. |